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Docenti per il recupero degli apprendimenti dal 1 settembre: proteste per la mancata retribuzione

PUBBLICATO IL: 15/07/2021 DA: Silvia Faenza

Le attività di recupero degli apprendimenti, utili agli studenti che abbiano difficoltà in alcune materie e vogliono recuperare per riuscire a migliorare durante l'anno scolastico, partono come sempre dal primo settembre.

Questo significa che molti docenti torneranno al lavoro dopo la pausa estiva ma, dopo la conferma del Decreto Sostegni Bis, non saranno retribuiti.

Attività di recupero degli apprendimenti: nessuna retribuzione per i docenti

A partire dal 1° settembre iniziano le attività di recupero degli apprendimenti e di conseguenza inizia un nuovo anno lavorativo per i docenti. Il Decreto Sostegni Bis è stato confermato e lasciato come quello dello scorso anno, e di conseguenza è stata confermata l'assenza di retribuzione per i docenti che dovranno svolgere questo lavoro.

Il testo dello scorso maggio, al comma 1 dell'articolo 58, parlava proprio di questo aspetto. Nel testo c'era scritto che l'eventuale recupero degli apprendimenti o l'integrazione ed il rafforzamento di questi ultimi, non sarebbero gravati sulla finanza pubblica.

Questo significa che, quindi, i docenti non sarebbero stati pagati separatamente per questi corsi prima dell'inizio del vero e proprio anno scolastico. All'interno della relazione tecnica del Decreto Sostegni Bis, viene spiegato il motivo per il quale non c'è bisogno di retribuzione per i docenti.

Secondo il Ministero dell'Economia, queste attività svolte all'inizio dell'anno scolastico non sono da considerare extra oltre al normale insegnamento e alle comuni attività didattiche.

Dal momento quindi che fanno parte del lavoro che già normalmente il docente deve svolgere, non c'è necessità della presenza di una ulteriore retribuzione.

Naturalmente la conferma di questa decisione non è stata accolta con grande piacere dal mondo della scuola, soprattutto da parte di alcuni sindacati che hanno ritenuto la scelta priva di fondamento. Alcune organizzazioni hanno spiegato anche i motivi per i quali tale mancata retribuzione è sbagliata.

ECP Pegaso MUSA

Attività di recupero degli apprendimenti: i sindacati contro la mancata retribuzione 

Per modificare la norma, era intervenuto soprattutto il gruppo "L'alternativa c'è", che aveva proposto un nuovo emendamento in merito. Il gruppo aveva chiesto di retribuire queste attività applicando alla lettera il contratto collettivo nazionale, nella sua parte in cui si parla delle retribuzioni che spettano al personale docente nel caso di attività aggiuntive.

Anche LeU si era schierato a favore di questa nuova disposizione, ritenendola giusta dato che si tratta di una sorta di lavoro extra svolto dagli insegnanti.

Alla fine, però, è tutto caduto nel vuoto e naturalmente i sindacati non si sono dimostrati d'accordo con le ultime decisioni prese. Secondo le Organizzazioni sindacali, infatti, questa norma va a violare il contratto che viene firmato dai docenti.

Contrattualmente, a partire dal 1° settembre fino all'inizio delle normali attività didattiche, il lavoro previsto da parte dei docenti deve essere solo quello di tipo funzionale.

Tutto questo deve rientrare nelle 40 ore + 40 previste dal contratto, e deve essere deliberato dal Collegio dei docenti. I sindacati sostengono quindi che si tratti di una intromissione contrattuale, dal momento che le attività di recupero degli apprendimenti non sono da considerarsi didattiche.

Queste ultime attività infatti coincidono con l'inizio dell'anno scolastico. Inoltre, non sono nemmeno da considerarsi attività ordinarie, in quanto non funzionali all'inizio del nuovo anno.

Di conseguenza, la polemica sta indugiando soprattutto da parte dei sindacati e da parte di tutti coloro che credono che tale decisione vada contro il contratto. Non resta che attendere eventuali risposte da parte del Governo.

Silvia Faenza

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