Musa Formazione

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Mini-guida sulla laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche

PUBBLICATO IL: 11/10/2019 DA: Antonio Racanati
Hai passione per le materie affini alla psicologia e ti vedi in futuro a svolgere la professione di psicologo? Se sì, il percorso di studio più attinente alle tue aspirazioni è quello di Scienze e Tecniche Psicologiche, che dopo la laurea triennale e specialistica ti permetterà di accedere all’Esame di Stato per esercitare la professione. Se non ti è ben chiaro quanto dura questo corso di laurea, quanti e quali sono le materie principali e i successivi sbocchi lavorativi, continua a leggere questo articolo e troverai risposta alle tue domande.

La facoltà e cosa si studia

Per accedere alla facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche bisogna essere innanzitutto in possesso di un diploma e avere passioni per le materie scientifiche, la logica e la matematica, la filosofia, la lingua italiana e l’inglese, ma anche tanta tenacia e determinazione nello studio. Gli studenti più avvantaggiati sono coloro che hanno alle spalle studi classici o di scienze umane, tuttavia questo percorso di studio non è precluso a nessuno. In linea generale, la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche vuole fornire allo studente sia le conoscenze teoriche sulla psicologia sia le competenze tecniche per svolgere praticamente la professione. Ogni ateneo struttura in maniera diversa i corsi di laurea, ma le materie che si studiano in maniera universale sono le seguenti:
  • psicologia generale;
  • psicologia dello sviluppo;
  • psicologia sociale;
  • psicologia del lavoro;
  • psicologia clinica;
  • psicologia dinamica;
  • psicologia cognitiva;
  • psicologia dell’infanzia;
  • biologia;
  • neuroscienze o neuropsicologia;
  • inglese;
  • storia della filosofia o delle scienze umane;
  • statistica psicometrica;
  • pedagogia generale o Sociologia generale;
  • metodi e tecniche dell’intervista e del questionario;
  • metodi e tecniche di conduzione dei gruppi;
  • metodologia della ricerca psicologica.
Vi è inoltre da considerare che solitamente all’ultimo anno di triennale, ci sono da affrontare diversi mesi di tirocinio in ospedale, istituti e scuole e molte ore di laboratorio per approfondire tutte le tecniche psicologiche.

Cosa fare dopo la laurea triennale?

Alla fine di questo percorso triennale si potranno intraprendere numerose strade, come:
  • iscriversi a una laurea specialistica in psicologia o affini;
  • iscriversi a un master professionalizzante;
  • entrare nel mondo del lavoro, ma non come psicologi veri e propri;
  • sostenere l’esame di stato per diventare Dottore in Tecniche Psicologiche.
Tuttavia, se il proprio obiettivo personale è quello di diventare uno psicologo vero e proprio, è necessario proseguire con uno dei numerosi corsi di laurea magistrale della durata di due anni, al termine della quale sarà possibile:
  • iniziare il tirocinio e poi superare l’esame di statoper potere praticare la professione di Psicologo;
  • iscriversi a una scuola di specializzazione della durata di 4 anni per diventare Psicoterapeuta;
  • iscriversi a un master o a un dottorato di ricerca.

Gli sbocchi lavorativi

Le opportunità occupazionali dopo questo corso di laurea sono tante e ben diversificate in vari settori. Analizziamo insieme i principali.
  • Istruzione e pedagogia: la scuola è probabilmente il settore nel quale il supporto psicologico si rivela fondamentale, soprattutto nel trattare i bambini che hanno disturbi legati all’apprendimento o al comportamento e che necessitano di migliorarli tanto a scuola, quanto in famiglia.
  • Sanità pubblica e privata: questo è uno sbocco naturale, in quanto lavorare all’interno di una struttura ospedaliera consente di avere un riferimento tangibile e un percorso professionale più chiaro. Gli psicologi e le psicologhe all’interno dell’ospedale aiutano nel recupero e forniscono una vera e propria cura a disturbi legati all’alimentazione o alla personalità.
  • Immigrazione e integrazione: al giorno d’oggi le figure di mediazione con gli stranieri sono divenute indispensabili, soprattutto in quei centri urbani nei quali gli immigrati non sanno a chi rivolgersi. Esistono dunque associazioni ed enti che si occupano di queste situazioni.
  • Risorse umane: all’interno di una grande azienda lo psicologo può essere la figura ideale e fondamentale nel valutare la personalità di un candidato, studiarne le potenzialità, comprendere i bisogni, dirimere i conflitti e gestire l’orientamento e la formazione. È un settore moderno, molto rilevante poiché spesso le imprese hanno problemi di questo tipo legati all’ingrandimento del personale.
  • Campo forense e legale: lo psicologo è un valido supporto in tutti quei casi in cui il suo intervento è necessario per gestire alcuni aspetti legati alla complessa macchina giudiziaria. Per esempio, deve essere presente quando ci sono reati legati ai minori, oppure quando in termini legali bisogna valutare l’idoneità per un’adozione.
  • Sport e carriere professionali: in questo campo la figura dello psicologo viene spesso confusa con quelle del coach o del motivatore (in molti casi prive di titoli accademici e di esperienza). Al contrario, invece, le società e gli atleti professionisti ricorrono sempre più spesso agli psicologi per migliorare le performance.
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Antonio Racanati

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