L’e-learning è la soluzione all’analfabetismo funzionale?

Quando si parla di alfabetismo, i Paesi occidentali – Italia compresa – possono rimanere tranquilli avendo un tasso di alfabetizzazione che si avvicina al 100% della popolazione.

A differenza di questi, tanti altri Stati appartenenti alla fascia più povera del mondo superano soltanto di poco il 30% di alfabetizzazione.

Ciò nonostante, anche nelle democrazie più avanzate, esiste un problema legato all’alfabetizzazione degli adulti: l’analfabetismo funzionale.

Vediamo di cosa si tratta, in che modo questo incide sulle capacità lavorative e sulla produttività e come è possibile combatterlo attraverso l’e-learning.

Definizione di analfabetismo funzionale

L’analfabetismo funzionale riguarda la difficoltà che soggetti adulti perfettamente in grado di leggere, scrivere e fare calcoli manifestano nel comprendere il significato di testi e quantità: come un articolo di giornale, o delle semplici comunicazioni dell’amministrazione pubblica.

A riguardo, un recente sondaggio ha dimostrato come l’Italia ha il triste primato in Europa, insieme alla Spagna, con il 28% di analfabeti funzionali, seconda solo alla Turchia e al suo 47%. Nei Paesi scandinavi e in Danimarca, invece, la media è del 9%.

Il rapporto con il lavoro

Diversi altri studi hanno mostrato come la metà degli analfabeti funzionali in Germania (7,5 milioni di persone) svolge un’attività lavorativa.

Per l’Italia non esistono dati ufficiali in materia, ma per capire l’impatto che l’analfabetismo funzionale può avere sul mondo del lavoro, bisogna incrociare altri dati che riguardano il grado di istruzione e le competenze digitali chiave.

  • Solo 1 studente su 20 di 15 anni è in grado di comprendere un testo scritto.
  • I laureati sono solo il 27,6% della popolazione italiana, contro il 40,3% della media europea.
  • L’alfabetizzazione informatica(capacità di usare internet e nuove tecnologie) in Italia riguarda solo il 21% della popolazione attiva e la colloca al terzultimo posto tra i paesi OCSE.

Tutto ciò rende la forza lavoro presente e futura vulnerabile alle nuove opportunità e alle sfide della trasformazione digitale che stiamo vivendo

Per questo occorre intervenire subito con strumenti tradizionali e nuovi.

E-learning tra istruzione e formazione continua

L’unico modo per prevenire l’analfabetismo funzionale riguarda la qualità dell’istruzione.

Per gli adulti, invece, la chiave di volta è la formazione continua che interessa ancora una percentuale bassa di lavoratori: il 30% contro il 43% della media europea.

In questo contesto, una domanda sorge spontanea: i corsi online possono essere la soluzione all’analfabetismo?

Di base l’e-learning ha tutte le potenzialità per sostenere l’istruzione e la formazione continua.

  • Stimola a usare internet e gli strumenti digitali in un modo diverso dal semplice utilizzare i social network.
  • Offre metodi alternativi per apprendere tramite gamification e simulazioni.
  • Garantisce la possibilità di fruire dello stesso contenuto in diversi modi: testo, video, audio.
  • Ripartisce il carico cognitivo suddividendo gli argomenti da apprendere in micro-contenuti.
  • Favorisce la possibilità di scegliere cosa apprendere, quando, dove e per quanto tempo.
  • Aiuta a tracciare i bisogni formativiprima, durante e dopo la formazione.

Comprendere il contenuto di testi e documenti di ogni natura, saper valutare le variabili numeriche della vita quotidiana e usare la tecnologia e internet per scopi professionali sono competenze fondamentali per la vita sociale e lavorativa del nuovo millennio. Per questo, si può indubbiamente affermare che l’e-learning aiuta a fare in modo che tutti raggiungano queste competenze, grazie alla sua capacità di coinvolgere in maniera interattiva e flessibile ogni tipo di studente.

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Alla prossima!

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