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I Paesi leader dell’industria e-learning

PUBBLICATO IL: 02/05/2019 DA: Antonio Racanati
Numerose indagini di settore e analisi prospettano un futuro di costante crescita per il comparto dell’e-learning. Difatti le stime prevedono che il mercato dei corsi online dovrebbe raggiungere i 275-325 miliardi di dollari entro il 2025. Questo processo di ampio incremento risulta guidato da diversi anni da alcuni Paesi che dominano l’offerta della formazione elettronica, attraendo sempre di più un pubblico universale. Al contempo sono presenti altri Stati che raggiungono risultati decisamente meno vistosi, ma puntano comunque sulle tecnologie educative come fattore per lo sviluppo futuro. Di seguito, vediamo insieme quali sono i Paesi attuali che risultano leader riguardo l’investimento economico in questo tipo di formazione.

1) Stati Uniti

Gli USA sono il Paese per eccellenza dell’e-learning, in quanto proprio qui è nata questa tecnologia che fa di loro i leader mondiali nel settore della formazione online, soprattutto universitaria. Il MIT di Boston o la Pennsylvania State University sono solo due esempi degli atenei americani impegnati ad offrire formazione a distanza a milioni di giovani. Nello specifico, secondo recenti studi, più di sei milioni di studenti americani hanno frequentato corsi online universitari di tipo professionale e per la preparazione di certificazioni. Pertanto, si comprendono bene i dati secondo cui il valore del mercato e-learning statunitense fosse di ben 23 miliardi di dollari solo nel 2017 e come continui a crescere esponenzialmente.

2) India

Questo gigante asiatico è il carro trainante dell’economia e-learning in Asia, riuscendo ad offrire ai propri studenti un insegnamento di qualità, anche in zone in cui risulta difficile studiare ed avere una formazione adeguata. Infatti, in India l’e-learning è diventato negli anni un vero alleato per superare la carenza di infrastrutture e il basso potere d’acquisto delle persone, aprendo le porte dell’istruzione superiore a un numero sempre più grande di studenti e lavoratori, giovani e non. In queste zone, i vantaggi apportati dalle tecnologie educative sono soprattutto di territoriale e finanziario, in quanto seguire un corso online significa non doversi spostare di migliaia di chilometri per frequentare lezioni in aula o pagare una retta insostenibile per la maggior parte della popolazione.

3) Cina

Anche quest’altro colosso dell’Oriente ha ben compreso l’importanza della formazione digitale. Tale sviluppo è avvenuto in primis in campo universitario e professionale, al fine di migliorare le competenze e la professionalità della propria enorme forza lavoro. Per questo motivo la Cina investe ininterrottamente in infrastrutture di primo livello e negli strumenti ideali per trasferire la connessione ad internet anche nelle zone più remote di questo immenso territorio, per consentire a tutti di studiare e di formarsi adeguatamente.

4) Corea del Sud

Nella classifica dei Paesi che capitalizzano maggiormente nell’industria e-learning troviamo un'altra nazione asiatica. Invero, in Corea del Sud ci sono più di 17 atenei impegnati ad offrire la possibilità di accedere all’istruzione e alla formazione online non solo ai propri cittadini, ma anche agli studenti di altri Paesi del mondo, stimolando così un processo di universalizzazione del sapere e della cultura. In tal modo, soprattutto grazie a questi tre Stati (India, Cina e Corea del Sud), l’Asia è divenuto il secondo mercato di sbocco per l’e-learning, generando un valore di oltre 10,9 miliardi di dollari.

5) Regno Unito

Spostandoci nel vecchio continente europeo, bisogna prendere necessariamente in esame l’esempio del Regno Unito. Nello specifico, l’ultimo decennio ha visto il governo britannico promuovere e appoggiare fortemente l’investimento nell’e-learning tramite finanziamenti, agevolazioni ai corsi e l’espansione di molteplici infrastrutture per garantire una formazione a distanza adeguata. Un processo che, con l’avvento della probabile Brexit, potrebbe acquisire ancora più rilevanza per le università d’oltremanica, che necessiteranno di allargare la platea degli studenti virtuali per supplire al calo degli iscritti ai corsi in aula. Da un punto di vista generale, invece, l’Europa è da considerarsi come la terza piazza economica dell’e-learning con un mercato pari a 8,9 miliardi di dollari.

6) Costa d’Avorio

Terminando il nostro viaggio sulla formazione digitale in Africa, la Costa d’Avorio entra di diritto in questa classifica come esempio di piccoli Paesi in via di sviluppo che puntano sulle nuove tecnologie educative come motore di crescita. Difatti, le startup digitali di questa nazione rappresentano l’8% del PIL, costituendo una  solida percentuale che dimostra concretamente la dimensione cruciale che le nuove tecnologie, inclusa quella dell’e-learning, rivestono nel Paese. In termini assoluti, l’Africa è un mercato di sbocco poco remunerativo per la formazione a distanza, con poco più di 600 milioni di dollari. In questa lista risulta essere perciò il fanalino di coda, essendo preceduta anche dal Medio Oriente, con un valore stimato di circa 683 milioni di dollari e dall’America Latina, che genera circa 2,1 miliardi di dollari. startup-photos In conclusione, si può affermare che a livello globale il Nord America e l’Asia sono effettivamente le regioni del mondo che da anni guidano l’industria dell’e-learning con importanti investimenti in infrastrutture informatiche e nel settore delle tecnologie educative. Tuttavia, anche diversi Paesi in via di sviluppo presenti in particolare in Asia e in Africa sono pienamente convinti della rilevanza della formazione digitale, non solo per la crescita personale ma anche per quella dell’intera società. Pertanto, il fatto che a beneficiare di questi strumenti non siano solamente gli Stati più ricchi del mondo rappresenta sicuramente una buona notizia. È bene, dunque, stimolare e sostenere incessantemente l’incremento delle risorse e il progresso di questo settore. Scopri i corsi online targati Musa Formazione! Nel frattempo, continua a seguirci sul nostro blog. Al prossimo articolo!  
Antonio Racanati

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