E-learning: un successo da confermare

Negli ultimi anni l’e-learning ha raggiunto un boom enorme grazie soprattutto alle piattaforme LMS (Learning Management System), ossia strumenti efficaci per la formazione aziendale e nel campo dell’educazione specialistica.

Ma quali sono le ragioni di questo importante risultato?

I motivi del boom dell’e-learning

Questa metodologia didattica è la migliore risposta ai nuovi stili di vita e di formazione, che richiedono sempre più flessibilità ed economicità.

I motivi di questo successo sono riassunti nei seguenti tre punti.

  • L’e-learning permette allo studente di gestire i tempi in autonomia, facilitando quindi la partecipazione dei lavoratori.
  • La didattica online è meno costosa della didattica tradizionale, sia per chi la eroga, sia per chi ne usufruisce.
  • Infine, questa permette alle persone, in qualunque luogo si trovino, di studiare risparmiando in spostamenti e affitti.

Questi elementi possono essere racchiusi nella definizione di e-learning inteso come strumento di democratizzazione dello studio e di esperienza formativa libera.

A questo si aggiunge il concetto di life long learning, fondamentale soprattutto nel panorama professionale di oggi che richiede una formazione costante. Questo perché le tecnologie e le metodologie cambiano velocemente ed aggiornarsi rapidamente è dunque indispensabile.

La prova del Coronavirus

In seguito all’emergenza pandemica del Coronavirus la didattica online ha dimostrato al mondo la sua natura flessibile in maniera concreta.

Infatti, gli istituti che disponevano di strumenti per la formazione a distanza hanno continuato a lavorare, mentre quelli che offrivano esclusivamente corsi in presenza hanno dovuto rivoluzionare la propria didattica.

Questo è valso anche per coloro che fino a poco tempo fa ritenevano che la didattica telematica non potesse essere una valida sostituta di quella tradizionale per via della mancanza dei rapporti umani fra insegnanti e studenti.

Tutto questo è stato smentito in maniera evidente e la strada per il futuro ha una direzione chiara. Per questo risulta piuttosto improbabile credere che, dopo aver investito nello sviluppo di soluzioni e-learning e averle toccate con mano, le istituzioni tradizionali decidano di smantellare tutto e dimenticare questa esperienza, una volta passata l’emergenza.

Al contrario, è ragionevole pensare che anche loro comincino a offrire una didattica blended, ovvero mista tra l’online e la presenza.

A riprova di ciò, è importante considerare anche i numeri che le università telematiche sono riuscite a raggiungere negli anni, anche prima della crisi sanitaria mondiale. Difatti, secondo i dati del MIUR del 2017/2018, nel contesto italiano gli iscritti sono aumentati dai 40mila del 2010/11 a quasi 100mila, con una crescita superiore al 100%.

All’interno di questo scenario è importante sottolineare il valore del termine “esperienza”. Oggi non basta offrire sostanza; importante è anche la forma, il coinvolgimento, la facilità d’uso, l’intuitività. Elementi che mancano da sempre alla formazione tradizionale – tranne che in rare eccezioni – e che invece la formazione a distanza offre in ogni sua manifestazione.

Lo studente è quindi disposto a rinunciare a una certa quantità di sostanza delle lezioni, legata soprattutto alla sua fisicità per poter vivere un’esperienza formativa più efficace e universale.

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Alla prossima!

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