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Diventare un hacker partendo da zero

PUBBLICATO IL: 24/04/2019 DA: Antonio Racanati

Essere un hacker è l’aspirazione di moltissimi giovani appassionati di internet e di dispositivi elettronici. Questa figura, resa ancora più affascinante e misteriosa dai film, desta molta curiosità nei ragazzi di oggi, che si ritrovano a chiedersi come diventarlo.

Prima di comprendere come sia possibile, bisogna partire da una considerazione doverosa: l’hacker è visto come colui che commette reati informatici, ma in realtà è molto di più. Il concetto di hacking, infatti, va inteso come una disciplina che serve ad apprendere cose nuove e a risolvere problemi anche complicati.

L’hacker (dall’inglese to hack cioè “rompere”, “intaccare”) è un esperto di informatica che, grazie alla sua profonda conoscenza della rete, riesce ad accedere a un computer, a una rete o a un account protetto senza esserne autorizzato. Questo specialista informatico, quindi, compie una violazione che tuttavia non è necessariamente sinonimo di illecito o di pericolo. Bisogna, appunto, distinguere gli hacker (“i buoni”) dai cracker (“i cattivi”).

Quelli positivi, in genere, penetrano nei sistemi e dispositivi altrui per curiosare e mettere alla prova le loro abilità, oppure per aiutare nelle indagini e per rendere i sistemi informatici protetti e inattaccabili. L’accesso a device altrui senza autorizzazione è comunque un reato, ma i professionisti non usano le loro capacità per trafugare dati sensibili, compiere furti o danneggiare sistemi creando virus (anche se in grado di farlo).

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Formazione e requisiti

L’hacker è un super esperto di sicurezza digitale, alla cui base possiede solo una caratteristica importante: quella relativa alla competenza informatica.

Chi è naturalmente portato ed è capace di risolvere problemi e trovare escamotage può diventare uno specialista di sistemi informatici anche durante l’adolescenza. Al contempo si può raggiungere la qualifica di hacker professionista dopo aver compiuto un lungo iter di studi ed esperienze pratiche.

L’aspirante hacker, prima di entrare illegalmente nelle reti e nei device altrui per gioco o per altri motivi, deve sempre sapere come fare. Chi nutre una forte passione e curiosità per il web, i dati virtuali e la sicurezza informatica deve innanzitutto scegliere un corso di studi che lo indirizzi verso una professione in questo settore.

Già durante le scuole superiori – se non si è scelta la scuola industriale con un indirizzo relativo all’elettronica o alle telecomunicazioni – si possono seguire corsi per principianti anche online, guardare tutorial su internet e leggere libri specifici.

Successivamente all’università bisogna necessariamente intraprendere un percorso di studio legato all’informatica, all’ingegneria di questo tipo o affini.

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Di seguito sono elencati i requisiti richiesti a ciascun futuro hacker.

  • Il desiderio di accrescere la propria cultura multimediale attraverso lo studio e la pratica delle basi della programmazione e delle reti.
  • La padronanza approfondita dei principali sistemi operativi(Windows, Linux e OS X) e delle linee di comando.
  • La comprensione dei linguaggi di programmazione(HTML, Java, PHP, SQL, Python), acquisibili tramite libri online, tutorial e corsi che migliorano gradualmente l’apprendimento.
  • La conoscenza delle componenti hardwaree del loro funzionamento.
  • La capacità di creare dei contatti. Partecipare a eventi e convegni, rivolgersi a forum e blog del settore anche per ricevere supporto e scambiarsi opinioni è un’ottima base di partenza. Difatti, nel mondo degli hacker è molto importante il concetto di comunità, poiché spesso gli attacchi sono organizzati non dal singolo ma da gruppi organizzati.

Nel frattempo, è sempre utile fare pratica in maniera sicura iniziando a mettere in pratica ciò che si è imparato, magari tramite un attacco ad una macchina virtuale della propria rete. In questo modo è possibile testare hack senza causare danni ad altri o incorrere in guai giudiziari.

I guadagni e le basi di un hacker

Da un punto di vista remunerativo fare l’hacker paga. Infatti, da numerose rilevazioni effettuate negli Stati Uniti è emerso che un esperto guadagna dai 1000 ai 3000 dollari al mese, ma c’è anche chi raggiunge profitti pari a 50 mila dollari mensili. Viceversa, i cybercriminali che agiscono nel dark web hanno un giro d’affari ancora più cospicuo, con punte che toccano i 200mila dollari che, tuttavia, sono assolutamente illeciti.

Perciò, l’ambizione più elevata per ciascun hacker è quella di lavorare per agenzie di intelligence, governi e aziende private, in cui le attività che sono chiamati a svolgere vengono pagate profumatamente.

D’altro canto, ciascun aspirante hacker non deve essere spinto esclusivamente da meri motivi economici. Non tutti possono diventarlo ed è bene sottolineare nuovamente come l’essere hacker non si limiti esclusivamente al computer o ai sistemi informatici, in quanto l’hacker è colui che riesce a superare le limitazioni imposte dai sistemi che incontra in tutti gli ambiti della sua vita, utilizzando il genio, l’immaginazione, l’intuito e l’analisi. Difatti, il verbo “hacking” può anche avere un significato relativo all’oltrepassare le barriere e i problemi con soluzioni insolite, rapide e fantasiose.

Pertanto, la domanda “cosa studiare per diventare hacker” non prevede una risposta univoca e definita. La verità è che un hacker si deve sentire tale o, al massimo, può imparare ad esserlo se si rispecchia in questo modo di essere, di vivere e di pensare.

Ovvio che per farne un lavoro e guadagnare dall’hacking informatico bisogna acquisire esperienza affiancando alla perenne curiosità, alla passione e all’attitudine creativa, lo studio della struttura di internet, i paradigmi architettonici e il modo in cui circolano i dati in rete.

Per approfondire e apprendere al meglio queste nozioni ti suggeriamo di consultare il nostro sito https://www.musaformazione.it/ per scoprire i numerosi corsi di cyber security offerti dall'ente Musa Formazione.

Nel frattempo, visita il blog di Ethical Hacking in attesa del prossimo articolo!

 

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Antonio Racanati

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