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Cinque modi per migliorare la privacy online

PUBBLICATO IL: 23/05/2020 DA: Antonio Racanati
Spam, richieste di amicizia da parte di sconosciuti e annunci ricorrenti che compaiono sulle pagine web che visitiamo: tutto questo è dovuto ai dati privati che ognuno di noi lascia navigando su Internet. Per questo abbiamo pensato a cinque suggerimenti fondamentali per migliorare la privacy online di ciascun utente, partendo dalle azioni quotidiane.

1) Strumenti privati

I giganti di Internet come Google o Facebook utilizzano le informazioni sui siti visitati per pubblicare annunci in base agli interessi di ognuno. Questo, spesso, può comportare diversi problemi di privacy. La modalità di navigazione privata può essere utile ma non in maniera completa in quanto vi è sempre una minima percentuale di condivisione di informazioni con siti terzi sconosciuti. In aggiunta esistono specifiche soluzioni anti-tracking, ma, il metodo in assoluto più sicuro per tenere chiunque all’oscuro della propria vita online, riguarda l’utilizzo di un rete privata virtuale (VPN) che, come già visto in questo articolo, garantisce un tunnel sicuro e cifrato tra il proprio computer e un server remoto. È bene specificare che anche diversi browser e motori di ricerca raccolgono dati e li utilizzano per la pubblicità. Ma anche in tal caso esiste un rimedio se si utilizzano browser orientati alla privacy come Firefox e motori di ricerca che non monitorano i degli utenti, come DuckDuckGo e Startpage.com. Difatti, malgrado questi presentino limiti nell’ottimizzazione dei siti web e dei risultati di ricerca, sono davvero molto sicuri per la sicurezza dei dati personali.

2) Condividere moderatamente

Mai nessuno pubblicherebbe le proprie password sui social e per questo è sempre bene evitare di diffondere anche altre informazioni che possono rivelare troppo sulla propria vita e quindi compromettere la privacy digitale. In primis è totalmente sconsigliato condividere tutto ciò che contiene un codice QR, come un biglietto aereo o di un concerto. Se proprio si desidera pubblicare una foto di un biglietto online, è necessario modificare l’immagine per rimuovere il codice, in modo da non poter essere ripristinato.

3) Cancellare gli account inutilizzati

Le fughe di dati dai siti internet sono più frequenti di quanto si pensi e spesso possono riguardare account non utilizzati da molto tempo ma che sono ancora colmi di dati personali. Questo succede in quanto non tutti i profili vengono automaticamente cancellati dopo un lungo periodo di inutilizzo, bensì continuano a persistere. Per questo motivo è sempre buona prassi non esitare ad eliminare gli account che non si utilizzano e che non si prevede di utilizzare in futuro, specialmente se questi racchiudono dati legati ai sistemi di pagamento. Ricordiamo, inoltre, che questa cancellazione è possibile anche sui social network, con la possibilità di salvare i propri dati personali.

4) Sfruttare il GDPR

Grazie al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea (GDPR) la privacy ha raggiunto un livello più alto e le aziende, se richiesto, sono obbligate per legge a rispondere e persino a cancellare dei dati. Ciò nonostante in molti non sanno ancora sfruttare il GDPR e come cancellare definitivamente dalla rete qualcosa che li riguarda. Infatti, si stima che solo 4 naviganti su 10 sappiano come scrivere una richiesta di eliminazione, a chi inviarla e quali domande porre Proprio perché quello del GDPR non è un argomento semplice, è importante sapere che esistono molti servizi, quasi del tutto automatici, in grado elaborare adeguate richieste di rimozione dei dati alle aziende ed eventuali reclami in caso di mancata risposta.

5) Configurare i social network

In ultimo, è bene analizzare l’aspetto legato ai social network che hanno impostazioni sulla privacy molto approfondite ma sempre poco curate da parte degli utenti. Viceversa, queste necessiterebbero di maggiore importanza per poter scegliere se il proprio profilo può essere cercato mediante un motore di ricerca e per consentire ad altre persone la possibilità di tag, messaggi ed altri fattori di “disturbo”. Pertanto, è bene trascorrere un po’ più di tempo a modificare questi settaggi su Facebook, Twitter, Instagram e su tante altre piattaforme per evitare spammer e truffatori che abbondano su tutti i social network. Continua a seguire il blog per tanti altri articoli di sicurezza informatica e scopri su www.musaformazione.it il corso di Ethical Hacker & Security Manager per diventare un professionista della cyber security. Alla prossima! Ethical Hacker & Security Manager  
Antonio Racanati

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